Tre casi reali che mi sono capitati. Una domanda comune: come ottengo il componente che mi serve?
I problemi possono essere diversi, ma il filo che li unisce è sempre lo stesso: devo trovare un modo concreto per ottenere il componente che mi serve, anche quando la soluzione abituale non funziona più.
Poi ti imbatti nel metal replacement e ti chiedi: “Che cos’è? Può aiutarmi a risolvere il mio problema?”
In breve, prendo un componente in metallo, lo riprogetto e lo realizzo con un polimero ad alte prestazioni rinforzato in fibra di carbonio. È un’alternativa alle lavorazioni metalliche lunghe o complesse: può aiutarti a recuperare un ricambio introvabile, produrre solo i pezzi necessari e in molti casi anche ad aggiungere qualche miglioria.
“Ma reggerà?” È la domanda giusta.
Ecco un esempio pratico: un’azienda aveva progettato due parti in alluminio per un proprio prodotto. Le ho riprogettate e integrate in un unico componente in PET-CF: in quel caso il costo è sceso dell’80,3% e il peso di oltre il 40%, senza contare che anche l'assemblaggio è diventato più semplice e veloce.
Risultati riferiti al progetto citato, rispetto alla soluzione in alluminio; non sono una stima per ogni applicazione.
E se un polimero non fosse adatto al tuo pezzo?
Te lo dico con chiarezza. Rimarranno sempre alcuni casi in cui un polimero non può garantire quel grado di rigidezza o quella resistenza alle temperature, in quella situazione può ancora convenire una lavorazione tradizionale, magari con qualche aggiustamento tecnico. Conosco entrambe le filiere: ti indico la soluzione più adatta al pezzo.
Mi chiamo Stefano Peressutti, sono ingegnere dei materiali e dei processi e seguo personalmente ogni progetto. Da oltre 3 anni mi occupo di affiancare aziende e professionisti nella risoluzione di problemi legati al processo produttivo, alla scelta del materiale e nella riprogettazione di componenti che in metallo non rispondono più alle esigenze.